
Non ricordo quanti anni avessi,
quando per la prima volta vissi il senso dell'abbandono,
quel giorno, fu il giorno che,
diede il via alla mia ansia di vivere e lottare per non restare solaRicordo nitidamente che ero piccola e la bicicletta era troppo grande per me,
la ruota sgonfia e intorno persiane accostate .
la strada fino a casa mi sembrava troppo lunga
e la bici troppo pesante,
al pensiero mi rivedo smarrita a pochi passi da casa ,
lontana e sola.
Le lacrime pungevano in attesa di sciogliersi,
l'orgoglio pressante ,
non potevo arrendermi sarei arrivata a casa comunque,
le gote arrossate dall'afa collinare di un pomeriggio estivo.
Trasalii al tocco di quella mano sulla spalla,
istintivamente asciugai quella lacrima col dorso della mano ,
finalmete scorsi il cancello di casa, li cominciai a contare i passi, 50 passi ancora e quella mano sulla spalla che infondeva coraggio,
la mano diventò voce e la riconobbi "sei arrivata"....
..alzai gli occhi e senza parlare ringraziai.
Quello fu l'inizio , imparai cosi ad sconfiggere la paura,
ed imparai ad ascoltare il battito,
il mio battito percependolo da fuori,
io lontana dalla paura e dal mio cuore.
Tutto quello che accade dopo,
sebbene ne sia stata la protagonista assoluta ,
io l'ho vissuto da fuori .
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