
Ormai tutti nel quartiere lo chiamavano “Non so.”
“Che per caso hai visto passare “Non so?”
“Certo che è vero, me l’ha detto “Non so”. Ma sì, l’uomo dei cani…” Frasi di questo tipo le avevo sentite un po’ qua e là, al bar, tra la gente intorno a una bancarella.
Mi pareva strano e per certi versi un po’ irritante un nomignolo composto da due parole e non era nata in me la solita curiosità di scoprire il personaggio.
Il fatto è che non avrei mai incontrato questo “Non so”, se il giorno di ferragosto, sotto la pensilina del Cinema non avessi trovato un uomo attorniato da una decina di cani. Se ne stavano tutti buoni buoni intorno a lui, accucciati a sgranocchiare gli ossi che l’uomo porgeva loro con particolare tenerezza.
“Da dove vengono tutte queste bestie?”
“Non so. Non sono bestie, sono cani.”
“Da dove vengono questi cani?”
“Non so.”
“Tu sei quello che chiamano “Non so?”
L’uomo rispode annuendo e fa un gesto con la mano quasi volesse farmi capire che quel nomignolo irrita anche lui.
“Quando viene l’estate la gente diventa malvagia, se ne vuole andare in vacanza e abbandona i cani per strada. Io li raccolgo e li do in adozione.”
Così dicendo mi mostra un cartello con scritto in rosso, “Adottate un cane, è meglio di un cristiano.”
“Ora quando hanno mangiato li porto al mercato e verso sera me ne rimangono uno, forse due.”
“Come fai a prenderli, ho visto che neppure li leghi, ti stanno intorno come una cucciolata.”
“Non so.Vado in giro per il quartiere e quando ne vedo uno randagio gli do da mangiare e lui poi mi segue ovunque. Se lo becca l’accalappiacani invece lo cattura col laccio (sarebbe anche proibito dalla legge) e mezzo strozzato lo porta al canile e lo ingabbia. Ho cercato di impedirglielo ma lui ha chiamato i vigili.”
“Quanti ne hai fatto adottare fin’ora?”
“Non so. In tutta l’estate una ventina.”
E’ un’emozione particolare l’immagine di quest’uomo dall’aria bonaria, affettuosamente assediato da tutti questi cani coi quali lui, conosciuto come “Non so”, riesce ad avere un rapporto di grande confidenza.
Alcuni giocano, altri si mettono sul dorso e muovono le zampe nell’aria.
“Beh, ora dobbiamo andare.”
L’uomo si alza e tutti i cani ordinatamente lo seguono. Tra lo stupore dei rari automobilisti, l’uomo e la nube di cani attraversano la strada camminando sulle striscie pedonali.
Lo seguo per un tratto della via. Un cucciolo tutto bianco mi dà una leccatina affettuosa alla mano avvertendo la mia solidarietà.
Mi avvicino a “Non so”.
“Dimmi una cosa, dove vai tu lo so, ma l’umanità dove sta andando?”
“Non so.”


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