martedì 8 settembre 2009

Le cose non dette

Le cose non dette
restano in bocca
e diventano amare,
scavano solchi
difficili da colmare.
Potresti far finta di niente
ingoiarle senza sentire il sapore
ma hanno un suono tagliente
che resti ad ascoltare per ore.

Puoi dirle in ritardo,
ma è poco opportuno
è un gioco d’azzardo
che non vince nessuno.
Allora rimandi
in attesa di spiegazioni,
oppure domandi
credendo ci siano buone ragioni.
Ma poi ti chiedi se vale la pena,
ritardi il tuo dire e ti fingi serena.
Di risposte non hai più bisogno
tanto, oramai, infranto s’è il sogno.

Le cose non dette
sono come catene,
frasi imperfette
taciute a fin di bene.
Anelli e maglie di poco valore
strani gioielli senza colore,
li puoi indossare con disinvoltura
ma a lungo andare diventan tortura.
Pesano più di mille silenzi,
aumentano di colpo ogni distanza,
ti entrano dentro con prepotenza,
ma non opponi più resistenza.

Scegli anche tu di non parlare,
non hai più voglia di reclamare,
giusto uno sfogo con un’amica
per poi subito dopo dimenticare
una sofferenza di memoria antica.

Le cose non dette
fanno soffrire.
Più di quelle schiette
meno amare da digerire.

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