sabato 6 febbraio 2010

Pushkin e il suo Cavaliere



Il cavaliere di bronzo, straordinario poema di Pushkin scritto nel 1833. È la storia di un impiegatuccio che perde la fidanzata nella terribile inondazione di Pietroburgo del 1825. Impazzito per il dolore, quando passa davanti al maestoso monumento di Pietro il Grande, leva il pugno contro la statua dell’Imperatore, causa di tutti i suoi mali. Il cavaliere si stacca dal piedistallo e lo insegue per le strade di Pietroburgo. Il povero impiegato sarà poi ritrovato senza vita davanti alla casa di legno della fidanzata. È un’allucinazione sul contrasto, fino ad oggi
insoluto, tra le ragioni individuali e la ragion di Stato, tra le persone e la Storia. Un capolavoro che apre una prospettiva culturale importantissima, un grande interrogativo ancora oggi senza
risposta”.

Il povero pazzo [Evgénij] girò intorno al piedistallo dell’idolo e rivolse i selvaggi sguardi al volto del sovrano di mezzo mondo
“Bene, o costruttore miracoloso! - sussurrò, tremando per l’odio - ti farò vedere
io!…”. E tutto a un tratto cominciò a correre a rompicollo. Gli era sembrato come se il viso dello zar minaccioso, accesosi istantaneamente d’ira, si fosse rigirato lentamente…E corre per la piazza vuota e ode dietro di sé, come fosse il rombo di un tuono, rintronare sullo scosso selciato un pesante galoppo. E illuminato dalla pallida luna vede il Cavaliere di bronzo che con la mano levata in alto sul cavallo galoppante lo segue fragorosamente alle
calcagna. Per tutta la notte il povero demente, ovunque rivolgesse i
passi, sempre sentiva dietro di lui galoppare il Cavaliere di bronzo col suo pesante
calpestio.

1 commento:

  1. non ti preoccupare anch'io non sono riuscito a postare una foto...sono un mezzo disastro... la tua rende molto di più, e rafforza l'ammirazione per cosi grande poeta...GRAZIE

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