
Tre lune nel celo, 2 sono di sangue, serpenti e militari di notte,
il mondo è in un torpore di coscenza..ma la paura lo fa star muto.
Un bel teatrino di sospiri e sobbalzi,
non parlare guarda dritto a te per strada non fare gesti e sbrigati.
Tutti lo sanno ma nessuno lo dice, sono sempre meno i veri,
più sono serpenti camuffati... respirano velocemente,
fingono di essere ma non sono...
Una bambina piange per strada giocando con la corda,
piange perche non si ricorda più il tempo in cui rideva,
sua madre ride di amore vuoto fingendo di essere mamma.
I sani scappano in spazi aperti, perche gli altri sono indifesi nella libertà,
qualcuno lascia parenti ed amori, con un rimpianto
che non è d'amore, ma d'abitudine.
Non c'è rima in questo scritto, non c'è poesia in questi versi..
e nemmeno voglio che ci sia, sono parole di un pazzo scritte sul muro della sua camera,
scritte d'impulso con unghie e macchie di sangue,
sono il getto di coscenza di un folle in preda alle sue visioni,
oppure un conato di follia, dettato dalla disperazione della solitudine
di quello stesso pazzo che di notte, si nasconde sotto le coperte..
..per paura del buio.


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