giovedì 3 febbraio 2011

Sonetto XXXVII° - Shakespeare


Proprio come il vecchio padre si compiace
Nel contemplare la vivacità del figlio
quando compie le sue prodezze giovanili
così io, intristito dai colpi amari della sorte,
alla fine trovo conforto nei tuoi meriti e virtù.
Se per bellezza, nobile nascita, ricchezza o ingegno
e ciascuna di queste o tutte insieme
siedono in te coronate dai tuoi pregi
a queste mirabili doti àncoro il mio amore
così non mi sento più miserabile e disprezzato
finchè le tue virtù offron conforto al pensiero
di sentirmi appagato dalle tue ricchezze
e vivo all’ombra di tutta la tua gloria
Guarda, ciò che è meglio, solo a te lo auguro
Questo è un desiderio, che mi fa dieci volte felice.

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