venerdì 7 novembre 2008

Amorevole sogno….sognante amore (prima parte)


La sirena dell’ambulanza squarciava, con il suo ululato mortale, il silenzio della notte.

Federico riusciva con difficoltà a starle dietro,guidando la sua Lancia Delta.

La velocità del mezzo di soccorso e la vista offuscata dalle lacrime, rendevano un atto quotidiano come la guida, un’impresa ardua.

Guardava le porte posteriori dell’autoambulanza cercando di immaginare la scena che vi si svolgeva all’interno.

Vedeva il corpo inanimato della madre, giacere sulla lettiga, sballottato a destra e a manca ad ogni curva, mentre il personale del 118 cercava, con l’abilità di un surfista, di restare in equilibrio per prestarle le prime cure.

Gli aveva telefonato nel cuore della notte, mentre festeggiava con gli amici, il quarantesimo anno di età di uno della comitiva.

“ Non respiro bene” fece in tempo ad esalare, prima che la linea cadesse.

Corso a casa, la trovò svenuta sul letto.

Da qualche giorno lamentava dei dolori alla spalla e al braccio, curati dal medico di famiglia come artralgia scapolo-omerale.

Aveva invece un infarto.

Giunti al pronto soccorso, non gli permisero di vederla. Dopo due ore di attesa finalmente un medico si degnò di dargli notizie.

“Ha avuto un brutto infarto complicato da un edema polmonare. Ma ora è fuori pericolo. L’abbiamo ricoverata in terapia intensiva e per ora dorme. Vada a casa e torni domani verso le 12”

Disse quelle asettiche parole tutto di un fiato , come per temere di essere subissato dalle domande che ronzavano in testa a Federico “Ma come? Torno domani…..? Voglio vederla ora” balbettò senza ottenere alcuna attenzione dal medico che sparì dietro l’angolo.

Tornò a casa in preda ad un sentimento misto di rabbia, spossatezza e speranza. Mezzogiorno era così lontano.

Ma arrivò.

Una mezz’ora prima dell’ora pattuita o, meglio, subita dal medico, si trovava già dietro le porte della rianimazione. Non aveva chiuso occhio controllando continuamente il telefono con il timore che squillasse da un momento all’altro. Nonostante ciò si sentiva come se avesse dormito giorni interi, talmente era agitato e pieno di forza.

Finalmente le porte si aprirono e dopo essersi bardato come un astronauta, entrò.

Stentò a riconoscerla. Aveva il viso pallido coperto in parte da una mascherina per l’ossigeno; le occhiaie le arrivavano fino a metà guance. Ma era lei?

Poi aprì gli occhi e gli sorrise.

“Ciao tesoro!” disse a fatica

“Non parlare mamma. Mi hai fatto prendere uno spavento enorme. Ora come ti senti?” chiese ricacciando le lacrime nel sacco dal quale volevano a tutti i costi uscire.

“Mi sembra che un treno mi abbia travolta.”

Il respiro era difficoltoso e le parole le uscivano come un sibilo.

Federico si guardò attorno alla ricerca di un camice bianco a cui chiedere se fosse normale quella situazione. Ma a parte i parenti degli altri pazienti, non vide nessuno. Si avviò verso una porta dove sperava di incontrare qualche infermiere, ed infatti ne trovò una seduta dietro un monitor.

“Mi dica?” la voce era fredda e distaccata.

“Sono il figlio di Monica Valace, volevo delle spiagazion…”

“Le notizie il medico le dà alla fine della visita. Ora non sprechi la mezz’ora che ha a disposizione per andare in giro per il reparto e stia vicino a sua madre” replicò risentita la tizia. Da una porta laterale ne uscì un'altra.

“Mia madre non respira bene!”

“E’ medico lei?” chiese la neo arrivata

“No….ma….”

“Allora, come ha detto la mia collega, le stia vicino. Se succede qualcosa, ce ne accorgiamo attraverso il monitor”

Le parole non lo convinsero per nulla, ma ebbero comunque il potere di calmargli i nervi.

Diede uno sguardo di odio alla stronza seduta e notò che, oltre ad avere un pessimo carattere, era anche brutta con quel naso storto e gli occhi piccoli e insignificanti.

Si voltò senza dire una parola e tornò da sua madre.

Era sudata e pallida. Avrebbe voluto tornare lì dentro e prendere quella cretina per il camice, sbatterla con violenza sul letto urlandole in faccia “NON VEDI CHE STA MALE????”

Ma la madre intuendo qualcosa, gli prese la mano, trattenendolo.

Era fredda.

“L’orario della visita è finito” annunciò una voce metallica.

“Già è passata mezz’ora?” pensò. La cosa non gli piacque ma forse, finalmente, avrebbe avuto notizie più dettagliate.

Illuso. Il medico si limitò a dire che la situazione era grave e che non era fuori pericolo.

“Ma perché respira così male?”

“E’ una conseguenza dell’infarto. Vada a casa. Se ci sono novità, l’avvisiamo!”

Queste ultime parole gli si stamparono nella mente. “Se ci sono novità, l’avvisiamo” continuava a ripetersi. Novità? Cioè… se muore la chiamo??

“Ma se muore denuncio tutti. Cominciando da quella cretina, stronza, brutta figlia di buona donna che non ha voluto alzare il culo dalla sedia per venire a controllare le sue condizioni”.

La rabbia repressa, doveva trovare sfogo su qualcosa o qualcuno. E chi meglio di lei?

Tornato a casa si gettò sul letto. Era distrutto. Diede uno sguardo alla radio sveglia. Era il 20 dicembre. Tra poco sarebbe arrivato Natale….che bel Natale lo aspettava….

Mise il telefonino accanto a se e chiuse gli occhi.

10 commenti:

  1. brava patty ...sei na scrittrice nata...domandina come va a finire???.....ecco mo me fai sta in ansia...kisss paola

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  2. hahah paola, non ti smentisci mai..grande patty eh?...
    non si direbbe vero...ste donnine piene di risorse....vi ringrazio entrambe per la pazienza che avete a seguirmi in questa idea...di raccontarci ognuna a modo nostro

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  3. e no cara paola non ti dico come va a finire sennò ti tolgo la sopresa
    l'unica cosa che ti posso dire è che l'assassino non è il magiordomo hahhhahaha
    ciao patty

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  4. Sono davvero contenta di avervi entrambe qui ...grazie ancora a tutte e due...a te patty un graziee particolare

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  5. ora mi fai commuovereeeeeeeeeeeeee smakkkkkkkkkkkkk

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  6. no no patty ...non è il maggiordomo....ma se vuoi mi ci vedo bene con un coltello in mano ...e la faccia spiritata a fare l assassino....l importante è ke mi paghi bene hihihihih

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  7. hahah paola, non ti smentisci mai..grande patty eh?...
    non si direbbe vero...
    NON SI DIREBBE??????????? hai ragione hahhahh
    patty

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  8. Speriamo che muore sta vecchiaccia e non ci si pensa più.

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  9. hahahhahah v3l3nomortale.... muore non muore??????? continua la lettura e lo scoprirai ciaooooo patty

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