
Per correr miglior acque alza le vele
omai la navicella del mio ingegno,
che lascia dietro a sé mar sì crudele;
e canterò di quel secondo regno
dove l'umano spirito si purga
e di salire al ciel diventa degno.
Ma qui la morta poesì resurga,
o sante Muse, poi che vostro sono;
e qui Caliopè alquanto surga,
omai la navicella del mio ingegno,
che lascia dietro a sé mar sì crudele;
e canterò di quel secondo regno
dove l'umano spirito si purga
e di salire al ciel diventa degno.
Ma qui la morta poesì resurga,
o sante Muse, poi che vostro sono;
e qui Caliopè alquanto surga,
....................


La Divina Commedia lascia sempre senza fiato.
RispondiEliminaun vero e proprio inno alla poesia. grazie Lisa
RispondiEliminaUn inno alla poesia, grazie Lisa...
RispondiEliminagrazie Lisa, mi danno certezza questi versi
RispondiEliminaSi Vittoria ogni volta che si legge sembra nuova attuale e viva
RispondiEliminaGrazie a te Mario...e' bello condividere l'emozione